La nostra Storia

L’esistenza di questo particolare complesso è opera di Carlo Domenico Prandi, ferroviere, con una spiccata passione per la botanica, che applicò nel podere di famiglia sin dai primi anni del 1900, introducendo pratiche agrarie d’avanguardia, come la serra riscaldata, nella quale acclimatava e riproduceva le varie piante di origine esotica proveniente dai vari paesi e, soprattutto, la fertirrigazione, utilizzata per arricchire il terreno povero ed argilloso caratteristico della zona.
Alla sua morte, avvenuta nel 1961, l’area venne abbandonata sino alla decisione della Comunità Montana Valli Mongia, Cevetta e Langa Cebana, ora Alto Tanaro Cebano Monregalese, di procedere al suo intero recupero ed all’allestimento di un percorso didattico di visita. L’interesse nato dalla collaborazione della Comunità Montana con il Comune di Sale San Giovanni e la disponibilità dei proprietari hanno infatti permesso l’avvio di un progetto di recupero rendendo l’area fruibile a scopi didattico-naturalistici.

L’ASSOCIAZIONE ARBORETO PRANDI

Nata agli inizi del 2013, si propone di gestire e valorizzare un patrimonio composto in primis da specie arboree di elevata bellezza, per la dimensione delle piante e per la loro differenza legata alla provenienza dalle varie parti del mondo, nonché tutto il complesso ricettivo. Un insieme di immobili costruiti a fine 1800 che, da stalla e fienile quali erano, sono diventati sala incontro, biblioteca, laboratorio didattico per gli studenti del Corso di Laurea in Tecniche Erboristiche di Savigliano, collegato all’Università di Torino, Facolta di Farmacia, e di fabbricati realizzati nei primi decenni del 1900, allora abitazione e magazzini, oggi foresteria e locali per ricovero materiale e attrezzi.
Le visite guidate permetteranno ai fruitori di ammirare conifere quali l’ Abete di Spagna o Pinsapo, l’ Abete della Numidia, il Douglas, Il Cipresso di Lawson, la Criptomeria del Giappone, la Sequoia gigante, il Cipresso di Monterey, e latifoglie come i Faggi rossi, il Faggio pendulo, il Faggio quercino, Aceri di varie specie con forme e colori unici, l’ Albero dei tulipani, la Catalpa, le Pterocarie, la Quercia rossa, i Tigli nostrano ed europeo, boschetti di Leccio ed Ornielli, l’Acacia spinosa, il Gelso della Cina, le Palme nane, l’ Hickory, Cornioli, Cerri, la Quercia bianca, Bossi, Glicini, Deutzie, Maggiociondoli, Bambù, nonché un esemplare magnifico di Araucaria.
Il percorso permetterà anche di incontrare tra fine aprile e i primi di maggio orchidee tipiche e caratteristiche di questa area di Langa quali l’ Orchis militaris o la Cephalanthera longifolia (Hudson) Fritsch.

ATTIVITA’ FORMATIVE legate al riconoscimento delle erbe spontanee e del loro utilizzo, la coltivazione delle piante con tecniche di agricoltura biodinamica e la realizzazione dei cumuli e dei preparati necessari ed indispensabili a realizzare questo tipo di agricoltura, rappresenteranno momenti di sicuro interesse per coloro che vorranno approfondire le conoscenze sulla natura, la realizzazione dell’orto, del frutteto e del giardino.
Nella vecchia serra recuperata troveranno posto piante officinali, aromatiche, alimurgiche, ornamentali, per permettere ai visitatori di vedere dal vivo e toccare con mano quanto verrà trattato nelle attività corsuali.
Saranno avviati percorsi sull’apicoltura teorica e pratica e per l’ anno prossimo sarà realizzato un apiario didattico.
Un ambiente particolare, dall’esplosione primaverile delle fioriture e della lussureggiante vegetazione, al feuillage autunnale, con cromatismi di immensa bellezza.
In collaborazione con l’Ostello e la Piramide delle Erbe saranno proposti, dall’Associazione, altri eventi quali mostre tematiche, serate di degustazione di prodotti tipici, dai mieli, alle erbe trasformate in tisane e o liquori, dalle focacce realizzate con le farine di grani coltivati in loco, all’utilizzo delle erbe in cucina; non mancheranno momenti musicali e culturali di altro genere.
L’ Associazione collaborerà a pieno titolo all’organizzazione di visite guidate ai campi coltivati nel “Percorso dei nettari e dei profumi“, nell’ambito della manifestazione Non solo Erbe, giunta alla sedicesima edizione, che ogni anno richiama una media di 6.000 visitatori provenienti da Piemonte, Liguria, Lombardia, Valle d’Aosta, unitamente a numerosi turisti. L’area, infatti, può ritenersi il secondo polo piemontese per la produzione di erbe officinali e aromatiche, realizzata esclusivamente secondo metodi biologici e biodinamici, proponendo una gestione ecocompatibile del territorio e contribuendo al contempo a conferire al contesto collinare una nuova ed originale connotazione paesaggistica.

arboreto

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